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Li chiamano terribili due … ma quelli dopo?!

Li chiamano terribili due … ma quelli dopo?! Nessuno parla di quelli dopo, perchè?!

Premetto che io non ho mai parlato di terrible two, anche perché a due anni mi è sempre sembrato normale che i bambini volessero iniziare a determinarsi.

Le prime scoperte, i primi movimenti in libertà e la ricerca di autonomia, l’indipendenza fortemente voluta. Indipendenza da mamma e papà, dai nonni … da tutto; fermo restando la piccola età e l’inevitabile necessità di avere un adulto al proprio fianco per poter portare a termine moltissime cose.

E allora disperazione, urla, pianti, crisi apparentemente ingestibili a cui i genitori assistono praticamente quotidianamente e anche svariate volte al giorno.

In ogni caso, io mi ritrovo adesso con tre bambini di 8 / 6 / 4 … Quindi i terribili due dovrebbero essere superati da un pezzo. Ma incredibilmente viene fuori che i terribili non sono solo 2, ma anche 4 anche 7 anche 10 e soprattutto 13 / 14 / 16 … insomma tutti! Pure 40! 😑

Diciamo che a due iniziano a farti capire cosa e come vorrebbero fare qualcosa, ovviamente sempre di testa loro e negli anni la loro ricerca di indipendenza aumenta.

Assieme a lei anche i problemi, che assumo dimensioni sempre maggiori, ai tentativi di gestione delle proprie emozioni che arrivano sempre come un vortice, all’incapacità di gestire la frustrazione (che poi chi è capace di gestirla?!).

Essere genitori è complicato, ma anche crescere non scherza eh?! … Abbiamo dimenticato come reagivamo noi e pertanto con loro ci sembra che sia tutto nuovo.

Parlare, chiedere, confrontarsi e ricevere a tappe alterne: totale indifferenza, occhi alzati al cielo, sbruffi … e poi chi più ne ha più ne metta.

Tutte le volte a domandarci perché loro sì e noi alla loro età no … In parte ce ne siamo dimenticati, in parte molto spesso noi non siamo stati cresciuti allo stesso modo in cui stiamo crescendo i nostri figli.

Abbiamo cambiato metodo, ma i bambini sono uguali da secoli, dalla notte dei tempi!

In passato la voglia di indipendenza era schiacciata, oggi per fortuna di meno. Quindi come fare?

Soluzioni uguali per tutti non c’è ne sono. Io ho notato che passata la primissima tempesta, che tendenzialmente lascio sfogare (in fondo anche gli adulti imprecano e si sfogano!), in seguito provando a verbalizzare il sentimento qualcosa si riesce a elaborare. Con i bimbi più grandicelli è un procedimento relativamente più semplice, avendo loro capacità di linguaggio estesa.

Con i bimbi più piccoli, andavo diretta di contenimento. Non sempre riusciva e mi sentivo persa.

Devo ammettere però che era molto più semplice contenere un bimbo di 18/24 mesi, che tentare di disinnescare un pre-adolescente di 9 anni, da compiere!

PS Per deformazione professionale, la venditrice di viaggi che c’è in me, cita: la statua del bambino arrabbiato situata nel Parco delle Sculture di Vigeland ad Oslo.

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