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Metti una cena a 13 di cui 7 bambini …

Metti una cena a 13 di cui 7 bambini … Inizia così il nostro sabato sera in compagnia di amici.

Una serata di condivisione, chiacchiere, armonia, ma anche urla, pianti, disastri più o meno gravi …

Dopo una serie di articoli seri, ne faccio un po’ più spassoso. Accade in un pomeriggio: una carissima amica decide di invitarci tutti a casa loro, per trascorrere un po’ di tempo insieme. Confrontarci e godere di un momento tra adulti accompagnati da bambini che possono tenersi compagnia.

Ciascuno porta qualcosa, il che diventa difficile nascondere i programmi ai miei figli. Ebbene sì: devo tenergli nascosto tutto! Per evitare che l’agitazione li trasformi in teiere in ebollizione, devo fare in modo di rendere tutto una sorpresa.

Arrivati a casa degli amici, come sempre in ritardo, perché provate voi a far vestire tre bambini che poi: voglio le trecce con gli elastici che deve scegliere mio fratello, ma non si abbinano e allora cambiamo tutto!

Mamma! Lui ha le calze di Iron Man, io voglio quelle di Hulk non di Cap. America! E poi la pipì; la cacca; e cosa mi metto?; no!, questo non mi piace … e passano 35 minuti in cui mentre provi a tamponare un po’ di fondotinta sulla fronte, qualcuno protesta dall’altra parte. Sorvoli sull’eyeliner e preghi di non macchiarti con il mascara mentre con la coda dell’occhio scorgi tua figlia, già vestita con le sue meravigliose trecce, armeggiare con il tuo nuovo rossetto rosso.

Un paio di ulra a casaccio verso tuo marito che poraccio sta cercando una teglia adatta a contenere più di un kilo di pizza … e vedi tornare tua figlia con le meravigliose trecce trasformatesi in pettinatura afro dopo due giri sul divano.

Dicevamo … siamo giunti a casa degli amici, il tempo di entrare e i figli di tutti si disperdono in una nube di giochi nuovi ed urla. Ok, forse noi adulti possiamo brindare! Brindare a cosa? Per avercela fatta, per essere riusciti ad organizzarci, per essere riusciti ad essere tutti presenti.

Perché ragazzi, quando i bambini sono sette dai 2 ai 9 anni e nessuno di loro è malato, bisogna festeggiare!

Da questo momento si tenta di spiluccare, noi adulti, perché ai bambini poco importa; adesso sono intenti a giocare, urlare, divertirsi. Quindi 10 minuti di convincimento per sedersi e mangiare. Poi inizia il solito: questo non mi piace!, non voglio mangiare!, preferisco andare a giocare!, ma io volevo sedermi qui non lì! … altri venti minuti per capire come fare.

Ma tu adulto genitore non proprio inesperto, previeni addentando qualsiasi cibo non richieda di supporto che non siano le tue mani, perché già sai … già sai delle corse verso il bagno nella speranza di esserci arrivato per tempo, delle corse nell’altra stanza dove qualcuno urla per essersi fatto male, delle corse nell’altra stanza per un tonfo decisamente inaspettato o per un silenzio davvero troppo sospetto!

Capita di vedere papà impauriti di andare a controllare le ragazze nell’altra stanza.

Capita di vedere il più grande e la più piccola, un gap di ben 7 anni, starsene seduti abbracciati su un pouf a pettinare mini pony.

Capita di salvare bicchieri e insalate da pallonate, da piogge di palloncini che si sgonfiano emettendo suoni fraintendibili che fanno tanto ridere.

Capita di vedere ritornare bambini a cenare intorno a mezzanotte colti da languorini implacabili.

Capita di iniziare a raccogliere le proprie cose verso le 22 con la consapevolezza che prima di due ore nessun bambino verrà caricato in macchina …

La serata è riuscita benissimo, nonostante qualche piccolo disguido, un maialino rotto, una mano pizzicata in una porta … bellissimo ritrovarsi tra persone affini, simpatiche, di cuore.

Meraviglioso vedere come i bambini educati a casa, non abbiano alcun problema di socializzazione a dispetto delle preoccupazioni che si pongono in tanti, ma non noi!

Penso di parlare a nome di tutti e 13 se dico: non vedo l’ora di replicare!

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