Life

Tempo di bilanci e profonda stanchezza

Si avvicina il Natale, la fine dell’anno, tempo di bilanci e di profonda stanchezza. Sono anni difficili in cui arrivare alla fine è diventata un’impresa; personalmente gli ultimi 7 anni sono stati tra i più difficili mai affrontati, ma d’altronde si sa che ogni settennio si chiude un ciclo, quindi sono pronta per l’inizio di un nuovo inizio.

Siamo tutti stanchi, noi adulti ma anche i nostri piccoli umani, in fondo l’anno finisce anche per loro. Negli ultimi giorni mi ritrovo a parlare con mamme e donne esauste, in difficoltà e che spesso si sentono poco ascoltate e capite. Siamo sempre così in bilico tra la vita che vorremmo e quella che viviamo, tra le cose che ci piacerebbe fare e quelle che invece dobbiamo fare, insieme agli imprevisti che accadono di continuo, alle notizie non belle da fronteggiare.

La sensazione che ci accomuna è sentirsi persi, prosciugati e disequilibrati; quando mi sento così in genere respiro e ci riprovo altrimenti mollo tutto e cucino, in extremis yoga e meditazione, una buona musica un po’ di olio di lavanda e una vasca da bagno colma di acqua calda e polvere di ametista.

Infine ci sono loro: i nostri cuccioli d’uomo, che per quanto ci sembrino grandi, non lo saranno mai abbastanza e allora tra un malanno invernale e una crisi apparentemente ingestibile, trasformano le nostre giornate in montagne insormontabili, vette altissime e irraggiungibili, e di nuovo in preda ad un’irrefrenabile voglia di fuggire via da tutto.

Quindi accettiamo la totalità di ciò che accade, accettiamo la sconfitta di non essere riusciti a portare a termine ciò che avevamo in programma, accettiamo di non essere quello che avremmo voluto e accettiamo di essere così: umanamente perfette nella nostra imperfezione.

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