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Un nuovo progetto: tante storie

Che disastro! Più o meno è quello che dico ogni mattina quando apro gli occhi. Anni e anni di riflessioni personali miste a letture filosofiche sull’importanza di ringraziare l’Universo ogni nuovo giorno si sfracellano sul pavimento impolverato di casa mia … ogni nuovo giorno!

Andiamo con ordine: sono una donna di quasi 40 anni con 3 figli che insieme sono maggiorenni, cioè sommati insieme sono maggiorenni, e questo fatto è tragico sia nell’ipotesi che loro abbiano 18 anni a testa, che nella realtà dell’età scomposta in tre parti. Ma è terribilmente drammatico che il mio desiderio di diventare mamma non si sia ancora sopito dopo l’avvento di queste tre anime a sconvolgere la mia vita.

Nel momento in cui scrivo sento: due bambini che si stanno contendendo una campanella che incessantemente suona all’impazzata e un altro che urla dentro una teiera di alluminio di un set da pic-nic, producendo un suono simile alla sirena di una nave da crociera appena entrata in porto … e resto qui a fissare lo schermo del mio pc domandandomi come sia possibile riuscire ancora a pigiare su questi tasti producendo frasi di senso (semi) compiuto.

Mentre discuto con mio marito sulla possibilità di creare un blog in merito, l’orda di Unni si riversa nella stanza … fine delle comunicazioni.

Ritorno tra i miei pensieri confusi, benché non sia più un’adolescente, il senso di smarrimento che provo è simile a quello che provavo davanti allo sguardo del ragazzino di terza che mi fissava all’entrata di scuola.

Allora: che si fa? Ci provo … Mi butto, in fondo lo faccio sempre; come quella volta che a 23 anni sono andata a convivere dall’altra parte dell’Italia, nella città più ventosa di sempre, iniziando una nuova facoltà con la bellezza di 10 esami da recuperare e nessuna persona a me conosciuta … Mi butto perché sono fatta così, anche se prima di buttarmi ci ripenso qualcosa come trecento volte e ancora non basta, e allora trovo almeno altre trecento motivazioni possibili perché il mio nuovo progetto sia necessariamente un fallimento.

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