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Una ordinaria giornata di sopravvivenza – Nadia

Una ordinaria giornata di sopravvivenza, un racconto per stomaci forti!

Ore 06.30 suona la sveglia…mi chiedo davvero è già mattina??? Aaaaa ma come fa certa gente a non riuscire a dormire?? Non mi basterebbero 12 ore filate.

Il papà è già uscito. Ok tiro giù dal letto la figlia grande (3 anni, chiamiamola grande) che, incapace di elaborare lamentele a quest’ora del mattino, ciondolando tipo zombie si siede sul wc.

Le propongo una scelta di 2 outfits affinché decida lei che cosa indossare evitando crisi mattutine che sveglierebbero la piccolina di un anno. Tentiamo inutilmente una colazione, a quest’ora anche lo stomaco dorme a meno che non ci siano forme cioccolatose a disposizione.

Alle 07.20 arriva la nonna per badare alla piccolina mentre noi ci avviamo verso la scuola. Con una stretta al cuore lascio la mia cucciola giocare da sola, è sempre la prima ad arrivare la mattina. Ora via di corsa verso l’ufficio perché la bollatrice non concede secondi.

La mattinata adesso scorre molto più lenta tra seguire progetti di macchinari, acquistare componenti e preparare una strategia di marketing per la vendita. La mente ogni tanto va alle cucciole, arrivano foto delle attività della grande e della colazione della piccolina. Ecco, menomale che c’è la tecnologia.

Pausa caffè.. ok 5 per me insieme a 4 merendine che mi tirino su.. la frutta secca l’ho terminata mentre arrivavo al distributore. Intanto ascolto i discorsi di serate in discoteca, locali, viaggi e sport di colleghi.. godetevi pure tutto perché con figli piccoli le cose cambiano un pochino, ma proprio solo leggermente.

Per fortuna arriva mezzogiorno e inizia il vero “tran tran” : pranzo veloce, poppata per la piccina e via a prendere la sorellona a scuola, che chiaramente impiega quindici ore a cambiarsi le calzine antiscivolo. Al volo lascio anche lei con la nonna e di corsa a lavoro per altre due ore.

Attimo di respiro.. per poi sentirmi dire mentre sto uscendo “vai a casa a giocare eh!” Quante volte rispondo “vuoi fare cambio??” Ma niente da fare quando non si crescono i figli giorno per giorno non si può proprio comprendere, o forse viene dimenticato chissà.

Altro che giocare a volte mi sembra uno schiavismo. Arrivata a casa mi ricordo che è giorno di babydance quindi ri-prepariamoci tutti di corsa e andiamo in palestra, nonna compresa. Merenda in auto (si lo so dicevo che avrebbero mangiato sano e seduti a tavola ma questa non è la televisione, pura realtà di vita), 25 minuti per trovare un parcheggio e via su per le scale.. le scale..

Ecco le scale non sono mai state un problema finché non hai un passeggino.. maaaaa noi mamme non ci spaventiamo e tiriamo fuori un super marsupio portabebè, carichiamo il pupo in questione e via ostacoli.

Santissima nonna che accompagna la cucciola a ballare mentre la piccolina decide di voler la tetta, ok ha ragione ha già avuto tanta pazienza. Mi faccio compagnia con un’altra mamma nella mia stessa identica situazione, anche lei con le tette al vento mentre guardiamo altre ben truccate e preparate che chiacchierano tra loro. Dove troveranno il tempo di prepararsi così?? Massì un giorno tornerò a farlo anche io…spero…mi auguro…chissà.. non ho il tempo di rispondermi che si riparte verso casa.

La spesa? Oddio la spesa manco oggi l’ho fatta. Qualcosa mangeremo ne sono certa. Sì dicevo che avrei programmato tutto e preparato tutto per tempo…si lo dicevo prima di avere due terremoti scombussolacervello.. così tra sdraietta e torre montessoriana arrangio la cena e arriva la luce dalla porta… il pa-pà… prenditi le bimbeeeeee!!! Così anche lui stanco morto rimanda la sua doccia e intrattiene le signorine.

Finalmente seduti a tavola.. seeeeh scherzavo.. una travasa l’acqua da un bicchiere all’altro e l’altra guarda immagazzinando bene i passaggi da fare non appena avrà il controllo completo testa-mani.. si si lasciamoli sperimentare e usare le mani al posto delle posate… Montessori, Steiner, discipline dolci, accoglienza, amore…ma siamo umani e al quinto broccolo lanciato per sperimentare la gravità parte la pazienza, soprattutto la sera ahimè.

Sparecchiamo tutto e giochiamo ancora un po’.. belli i tempi in cui si guardavano i film e si parlava della giornata.. film?? Cosa sono i film? Dialogo? Al massimo chiamate telefoniche tra uno spostamento e l’altro.. in ogni caso riusciremo ad organizzare un momento per noi coppia, ce lo dobbiamo.

Pigiama e nannaaaaa ovviamente papà con la grande e io con la piccolina e tetta a disposizione, perché l’importante ora è poter riposare!!! Per tutto il resto c’è tempo.. e come mi ripeto sempre sono due bimbe sane, questo è ciò che conta davvero.

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